Pagelle Nuovi Singoli del 26 maggio (e recuperi dalla scorsa settimana): occasione sprecata per Mengoni ed Elodie. Colpiscono Raf, Fulminacci e Willie Peyote

PAGELLE NUOVI SINGOLI del 26 maggio a cura del nostro critico musicale Fabio Fiume.

E tornano le pagelle in un momento molto particolare, pieno di altri impegni lavorativi, che settimana scorsa (e probabilmente anche la prossima) mi hanno impedito di realizzarle. Da secchione però ho deciso di recuperare un bel po’ di cose anche di settimana scorsa ed eccovele servite come antipasto prima delle pagelle relative alla settimana attuale.

Vi ricordo i voti che trovate alla fine delle mini recensioni non mettono in competizione fra loro gli artisti, essi sono infatti assegnati alla canzone in base alla carriera dell’artista che la propone e che salendo, salendo, si arriva a scoprire la Golden song della settimana. Ricordo inoltre che il “senza voto” non è un voto di carattere negativo ma è un semplice trovare quella canzone inutilmente votabile dal punto di vista radiofonico.

Iniziamo subito con il recupero dei brani usciti venerdì 19 maggio.

Pagelle nuovi singoli recupero venerdì 19 maggio

Recupero brani usciti Venerdi 19 Maggio

Deddy & Paps ‘n’ Skar – Balla

Banale che più banale non si può. Con un testo composto da frasi che nemmeno i bambini nei primi temi in terza elementare. Deddy forse aveva bisogno di una collaborazione ma i Paps ‘n’ Skar non sono in grado di regalargli un passaggio di crescita per la sua carriera, rivelandosi più deleteri che altro. Decisi passi indietro.
Tre
⭐⭐⭐

Rosa Chemical – Bellu guaglione

Dopo il divertissement sanremese Chemical va a ripescare dalla canzone tradizionale napoletana per creare il jingle del suo nuovo hits. Ma O’Sarracino, rivista e corretta per l’occasione, non riesce a scostarlo da quanto ci ha fatto già ascoltare. Anche l’interpretazione sembra solo un follow up del brano platinato di qualche mese fa. Poca inventiva e per un personaggio artistico del genere l’errore più grande da evitare è ripetersi.
Quattro
⭐⭐⭐⭐

Max Gazzè, Frenetik & Orang3 – Riviera

Che spersonalizzazione pazzesca! Gazzè come qualsiasi altro giovanissimo dedito alla dance, senza che venga fuori anche nella composizione la sua intelligenza artistica, i suoi arrangiamenti meritevoli sempre di attenzioni, non lo posso accettare. Questi pezzi facciamoli fare all’ultimo sgallettato, non tu Max, ti prego!
Quattro
⭐⭐⭐⭐

Luciano Caldore & Marsica – T’amo e t’amerò

Torna dopo un lungo periodo d’assenza l’artista napoletano rieditando i suoi pezzi classici qui rivisitati con ospiti. Per questo brano del 1999 la scelta è caduta su Marsica e sulla sua capacità di fraseggio particolarissima. Forse il pezzo avrebbe però dovuto garantire una maggiore interazione fra i due artisti che qui invece si sono limitati a dividersi le parti, senza nessun momento cantato davvero a due voci, tanto che l’idea del duetto appare un po’ sprecata. Due belle voci in una canzone, che però non dialogano fra loro, sono un po’ come quando si va a cena assieme ma poi ognuno sta a fare le cose sue col telefono in mano.
Quattro 1/2
⭐⭐⭐⭐✨

Gazzelle – Flavio

Sarà che sono abituato ad essere sorpreso dalla scrittura di Gazzelle, così moderna e personale, stanca nel suo incedere ma sempre così esaustiva dal punto di vista dei concetti che sono rimasto un po’ così nell’ascoltare questo nuovo singolo che si perde un po’ nel racconto fra l’elenco dei giorni della settimana, che non è certo cosa nuovissima ed originale ed un inciso d’incitazione personale che pure però non scavalca il muro del già sentito, del prevedibile. Ha fatto di meglio, ed anche molto meglio.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐

Giuseppe Cucè – Fragile equilibrio

Messe da parte le velleità retrò del precedente (bel) singolo, Cucè torna a battere di ritmica con un pezzo che è un’analisi del proprio io, quell’io che guardi allo specchio e che riflette un’immagine che non è quella che percepisci di te stesso. Perché è un fragile equilibrio quello che ci permette di continuare a sentirci vivi anche quando ti senti un ventenne ma l’orologio dice il contrario. Il pezzo ha un’idea base potente ma la forma canzone con cui l’idea è resa manca di quel pathos si cui spesso Cucè è sano portatore. Qui è un po’ tutto troppo vittima del ritmo, perdendo dei punti importanti in interpretazione.
Cinque 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐✨

Ava, Anna & Capo Plaza – Vetri neri

Con i sentori in sottofondo di Mr Saxobeat, grande successo dance di Alexandra Stan di qualche anno fa, questo pezzo mette assieme due dei protagonisti della musica urban di questi ultimi anni. Se Anna, pur molto nota, è ancora forse alla ricerca del pezzo della vita, Capo Plaza è ormai una certezza dei piani alti delle classifiche. La cosa intelligente di questo pezzo è il non puntare tutto solo sul sampler del pezzo famoso, ma di azzardare la costruzione di un brano che arriva come nuovo su di esso.

Manca giusto un po’ di colore nuovo nell’interpretazione dei due artisti, il cui stile tende a ripetersi, rendendo difficile ai loro brani di esser ricordati nel tempo in maniera distinta, l’uno rispetto ad un altro. Ricordi lo stile si, associ il pezzo all’artista, ma quale sia il pezzo di preciso, lo ricordi? Qualche dubbietto mi viene.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Pinguini Tattici Nucleari – Rubami la notte

Pezzo carino nell’insieme, vestito perfetto per la band ormai specializzata in brani leggerissimi che pur non tradiscono un’intelligenza compositiva personale, che poi tutti devono cantare o per lo meno provarci. Nel caso specifico forse, se proprio devo fare il bastian contrario, manca al pezzo quel gancio potente di cui loro spesso han fornito i loro brani, quello che, anche se non ti piacciono, te lo ricordi.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Ariete – Un’altra ora

Un giovane amore, fresco, pieno di voglie è quello che racconta qui Ariete, prodotta per l’occasione da Michelangelo. Il pezzo ha un buon tiro, trascinando verso un inciso interpretato con due linee vocali che aiutano nel contesto a riempire, visto che la voce della nostra, pur se molto personale, è anche piuttosto statica, monocorde, priva di sfumature particolari. Tuttavia l’artista ha il pregio di riuscire ad apparire sempre dritta e comprensibile nella sua scrittura e questo, data la giovanissima età, è senz’altro un pregio enorme.
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

Dargen D’Amico – Pelle d’oca

Con ritmiche asiatiche, alla Panjabi Mc e giù di li, Dargen torna con un pezzo che rilancia la sua missione simpatica all’interno della musica. E mentre passano gli anni e ci si domanda se mai l’artista lancerà un pezzo serio, qui scatena movimenti di piedi e di bacino impossibili da sedare mischiando le carte dell’hip hop ma i troppo puro con tendenze caraibiche che anziché andare in dissonanza con la strumentazione orientale, creano il buon amalgama per le cuffie sulla spiaggia o mentre si procede di jogging. Misture curiose.
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

Cassandra – Crac!

Il pezzo è una sorta di ricerca di se stessi, una specie di seduta analitica che però, oltre che domande e dubbi, da anche delle risposte. “Tu ed io siamo rotti dentro” è la conclusione a cui si arriva in un inciso che si lascia cantare fra chitarre ed una ritmica sostenuta, che vuole essere rock e che come tale arriva, ma che assieme porta una buona dose di simpatia che non guasta certo.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Massimo Di Cataldo & Andrea Agresti – Una canzone brutta

Con un paragone altissimo che mi ha fatto percepire in questo brano delle evocazioni del Lucio Dalla simpatico, quello delle canzoni che in apparenza sembravano stupide ma poi ti accorgevi prestando attenzione che stupide non erano affatto, Massimo Di Cataldo rischia il ritorno pubblicando (in duetto con l’ amico attore Andrea Agresti ), un brano che s’intitola Una Canzone Brutta. Il rischio è però calcolato perché la canzone in questione brutta non lo è affatto! E’ invece un simpatico divertissement che ingaggia nel suo divenire testuale tutti i luoghi comuni del tormentone radiofonico, quella hit che ti propongono trenta volte al giorno e che dopo appena 48 ore odi come si odia l’odio. Eppur la canti, non vorresti certo, ma ti è entrata dentro e sai che non puoi farne a meno. Simpatica ed intelligente.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Zero Assoluto – Sardegna

Trovo molto delicata questa nuova canzone degli Zero Assoluto, che pur non tradendo il loro stile, il loro modo di porsi, guadagnano in intensità per questo racconto che è un vivere quotidiano, un’attesa, una speranza, per una storia che è l’insieme delle cose già vissute cercando però di scriverne di nuove da fare. Anche se la canzone è completa, non l’avrei troncata dopo l’ultimo inciso; avrei lasciato al piano evocativo il compito di concludere.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Mecna & Bais – Lo dovevi fare con me

Carinissimo sguardo ad una storia che è andata via e che la si è rincontrata e, sorpresa, adesso ha un figlio con un altro. L’analisi di quel che fu e che ha finito col non andare, è fatta con una visione simpatica, ed un augurio mica poi tanto augurio? Già perché il nostro gli augura di farne immediatamente un altro! La serietà dell’esserci rimasto male emerge proprio in conclusione quando il pezzo recita: “hai fatto un figlio con un altro, lo dovevi fare con me, a casa mia non si parlava d’altro” rivelando come nella storia ci si credeva davvero.
Sette +
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐+

Fabrizio Moro – Dove

Con un bel sound che richiama il funky dance migliore d’inizio millennio, Fabrizio si misura con un cantato simil rap per un testo che spiega il movimento convulso della vita, perché la vita è un muoversi continuo, anche se ti trovi a farlo con i lacci sciolti; se quei lacci li tieni sciolti perché lo hai scelto tu allora non c’è niente di meglio. Il brano è piccolo e conciso ma assolutamente finito sia nel concetto espresso che nel senso musicale. Fabrizio spinge meno dal punto di vista vocale ma non perde nemmeno un grammo di credibilità.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

Concluso il recupero della settimana scorsa potete cliccare in basso su continua per le pagelle ai nuovi singoli del 26 maggio.

Pagelle NUovi singoli 26 Maggio

Uno Sbirro Qualunque – Rap Bugiardo

Lo sbirro torna con un pezzo che è un grande dissing verso colleghi che fingono di essere ciò che non sono, millantando esperienze e vita dissoluta che invece è più piena di divano e telecomando. Intervengono diversi colleghi dell’arma in generale, tutti amanti del rap e convinti dallo Sbirro a prestare anche del loro all’interno del brano. Diciamo che il rapper in divisa mi ha letto nel pensiero, giacché è qualcosa che scrivo sempre questa, del fatto che cantano tutti la stessa cosa: donne, soldi, marchi, mazzate e sostanze!
Senza Voto

Colla Zio – In fondo al blu

Attenzione all’effetto simpatia su cui i Colla Zio puntano tantissimo nella loro proposta! Se poi tra un pezzo e l’ altro non riesci ad inventarti nulla di nuovo, corri il rischio che la simpatia non basti. Il brano è senz’altro scorrevole ed orecchiabile, non nego, ma non si distingue rispetto alla massa e non emerge rispetto a quanto loro hanno già fatto. Si fa ascoltare ma non lascia segno. Passa e va.
Cinque
⭐⭐⭐⭐⭐

Marco Mengoni & Elodie – Pazza musica

Insieme per un pezzo che guadagna forza proprio dal fatto che l’eseguono in due. Le strofe sono mondi sonori originali rispetto a quanto i due hanno fin qui proposto, per poi rientrare nel loro per un inciso che si candida ad essere parecchio cantato e soprattutto condito di balletti sensuali in palleggio fra fiati e ritmica. Brutta la conclusione! Due grandi del nostro pop avrebbero dovuto strafregarsene di algoritmi e simili, e dare al pezzo una chiusura più meritevole che un troncamento improvviso. Mi aspettavo di più.
Sei=
⭐⭐⭐⭐⭐⭐=

Boro Boro & Oriana Sabatini – Coco Chanel

Boro Boro torna per l’estate con un singolo che è proprio figlio delle tante collaborazioni avute e non invidia nulla alle produzioni provenienti dall’altra parte dell’oceano. Anche la collaborazione qui scelta ( Oriana Sabatini è un’attrice e cantante sudamericana, compagna di Paulo Dybala ), dona al pezzo quelle ambientazioni che per paradosso potrebbero fargli avere un successo ancor maggiore fuori casa. Non è gusto di chi vi scrive ma, sinceramente, non posso bocciare un pezzo che è in linea con produzioni realizzate per avere successo in tutto il mondo. Credo sia la prima volta, tra l’altro, che non boccio Boro Boro.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Lda – Granita

Il sound è indubbiamente qualcosa di già sentito. Tuttavia Luca non si era mai proposto in questa veste uptempo così ben identificabile con discorsi pop che non vogliono risultare nient’altro che pop, un po’ nella tradizione di artisti che hanno forgiato carriere su brani che arrivassero facilmente a tutti. Buoni i cambi di dinamiche vocali dove riesce a mantenere perfettamente l’intenzione interpretativa, di sentimento e attesa.
Sei +
⭐⭐⭐⭐⭐⭐+

Myss Keta – Profumo

Dopo Edoardo Vianello l’anno scorso, adesso è la volta di un pezzo di Little Tony e sigla di un noto telefilm anni 80 a fare da base melodica al nuovo singolo estivo dell’artista mascherata. Il groove del pezzo è sano portatore di quella sensualità tipica dei brani black up tempo anni 90, primi 2000. Gioca Keta, come dice anche nel pezzo e, sinceramente, lo avrebbe potuto fare un po’ di più, anziché troncare tutto a 2 minuti e venti, quando invece certe atmosfere avrebbero potuto regalare passaggi musicali che si sarebbero ballati in maniera gradita.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Shade & Federica Carta – Per sempre mai

Si ricompattano nuovamente dopo un passato che li ha già visti per ben due volte collaborare. La Carta è diventata per Shade una sorta di Michielin per Fedez. Shade fa Shade mentre Federica, che continuo a trovare sempre più a suo agio in pezzi che hanno una vena malinconica, proprio per un fatto di sfumature vocali, va un po’ troppo sparata sull’inciso. Il nuovo pezzo è comunque orecchiabile senz’altro, ma non regala ad entrambi gli artisti nulla di nuovo che un ritornello da canticchiare. Tenendo conto però che entrambi ne avevano bisogno direi che va bene così.
Sei
⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Virginio & Teo Bok – Il giorno e la notte

Ballata romantica ed introspettiva che si sceglie di lanciare stranamente proprio nella stagione che predilige la leggerezza. La combinazione dei due artisti è riuscita grazie a due voci entrambe dotate di una vena sentimentale importante e prioritaria. Il pezzo parla proprio della bellezza dell’amore, sentimento universale, comune a tutti e che non differisce certo tenendo conto di differenze di genere o preferenze. Con questo duetto i due mirano anche al mercato latino dove Bok pubblica già da un po’ e Virginio si sta distinguendo sempre più fra gli artisti ed autori in ascesa. Se devo trovarci un difetto, ecco, penso che manchi lo slancio, quel momento potente dell’inciso che diventi di tutti.
Sei +
⭐⭐⭐⭐⭐⭐+

Aiello – Mi piace molto

La strada intrapresa da Aiello per questo suo ritorno passa per la tipica canzone estiva, quella che vorrebbe essere un tormentone sia per testo che per arrangiamento, tipicamente da spiaggia. Ne esce fuori un ibrido sicuramente accettabile fra la canzonetta e la possibilità interpretativa del cantautore sicuramente ben oltre tutto questo. E’ un compromesso ben studiato e ben reso e, dati gli ultimi passi falsi del nostro, forse quanto mai azzeccato adesso.
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

Fedez, Annalisa, Articolo 31 – Disco paradise

Musicalmente con diversi riferimenti presi dall’arcinota Girls Just Want To Have Fun di Cyndi Lauper ed un inciso che ricorda non da lontano “Prendi Una Matita” di Mina, il pezzo sicuramente andrà benissimo per quella irresistibile leggerezza 60’s dell’inciso in cui Fedez sembra essersi specializzato da Mille in poi. Siamo di fronte ad una canzone estiva, di quelle che ci devono arrivare a noia per regolamento, ma il fatto di sentire una bella voce come quella di Annalisa, che nelle melodie anni 60 viene fuori al meglio, così come di vedere Ax & Fedez pace per davvero anche in musica, è comunque una cosa bella. Poi, s’intenda, fra due settimane la odierò, ma per il momento…
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

Il Tre & Villabanks – Offline

Fra trap, cantautorato giovane e rap, i due artisti mettono su un buon pezzo per l’estate, che potrebbe diventare la sorpresa in mezzo a duetti sulla carta più potenti. L’inciso è efficace e memorizzabile mentre le strofe sono una buona esposizione di quanto artisticamente entrambi rappresentino, a prescindere dal gusto di chi li ascolta. E’ c’è oltremodo tutto il campionario dell’estate giovane, la sabbia, il club, il senso del peccato che nemmeno la luna perdonerà. E’ estate, so ragazzi!
Sei 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

Clicca in basso su continua per scoprire le canzoni che maggiormente hanno colpito il nostro critico musicale questa settimana.

Antonino – Roma d’estate

Anche il cantautore foggiano si concede il pezzo che profuma d’estate, di ritornello leggero e veloce che senti e poi se ne va fino a che non ritorna e ti trova pronto a ricantarlo. E qui l’artista è assolutamente a servizio della canzone rinunciando anche alle sue possibilità vocali, senza esagerare per ricordarci quanto è bravo. In alcune canzoni non serve e qui sicuramente la prima cosa per cui arrivare è lo stare correttamente sul tempo, tenere botta insomma. Bene.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Tommaso Paradiso & Baustelle – Amore indiano

Due mondi apparentemente distanti che trovano comune denominatore in una melodia d’altri tempi, fatta d’ arrangiamento d’archi e aperture di note e braccia simultanee. In realtà ognuno fa il suo, con le strofe a favore di Tommaso e gli incisi per i Baustelle. Entrambi i momenti sono proprio esempi d.o.c delle scritture reciproche. La concessione vera, l’uno agli altri, arriva solo nella parte finale, dallo special in poi. Bella corale.
Sette
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐

Fulminacci – Ragù

Il cantautore fa qui i conti col successo artificiale che certi artisti inseguono, perdendo il loro senso artistico, per piacere a quanta più gente possibile. E qui Fulminacci non sembra nemmeno lui dal punto di vista interpretativo. Lo riconosci però nella sagacia delle liriche di un pezzo che vorrebbe apparire leggero, e ci riesce, ed invece è proprio fra le righe, sia dei termini usati, sia nell’arrangiamento. Devi scrivere una hit di quelle che non piacciono a nessuno ma che sanno tutti quanti … compromessi musicali!
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

Willie Peyote – Picasso

Canta di tutto intorno che sembra così mediocre, ma qualcosa che sicuramente non è mediocre è proprio lui. Questo pezzo è nuovo, fresco, buono nel “similrap” che viene decantato su un sound ritmico rilevante e si accende in un inciso cantato che gioca di funky. Buono anche lo special solo chitarra e voce che sembra preparare la giusta tensione per l’ultimo inciso, per ancorarsi alle menti di chi ascolta.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

Raf – 80 voglia di te

Figlio musicalmente degli anni 80, Raf da lo stacco a tutti quando mette il piede su quel pedale li. E’ qualcosa che gli viene naturale che arriva e catapulta subito in quegli anni, non come episodio fine a se stesso ma come proprio tutta un’aura. Abbiamo tutti di colpo spalline, capelli cotonati, e veneriamo lo stroboscopio come se non ci fosse altro dio che lui. Piacevolissima e perfetta oggi come allora.
Sette 1/2
⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✨

 

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